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PERCHE' DONARE Donazione di midollo osseo e di sangue del cordone ombelicale (Fonte: www.trapianti.ministerosalute.it; www.admo.it) Per cellule “da donare” a scopo di trapianto si intendono le cellule staminali ematopoietiche o emopoietiche (sono sinonimi), le cui fonti sono il midollo osseo, il sangue del cordone ombelicale e il sangue periferico. Differentemente dalla donazione di organi e tessuti, che avviene dopo la morte, quella delle cellule staminali ematopoietiche avviene da vivi. Chi fosse interessato a donare di midollo osseo deve rivolgersi alle strutture sanitarie che partecipano al programma nazionale "donazione di midollo osseo", per sottoscrivere un consenso informato ed essere sottoposti alla tipizzazione HLA. I dati raccolti verranno trasmessi al Registro Nazionale Donatori di Midollo Osseo (IBMDR). Il potenziale donatore verrà successivamente ricontattato per ulteriori accertamenti e analisi approfondite che dovranno essere svolte prima del prelievo. Per ridurre il più possibile il rischio di rigetto, da parte del paziente trapiantato, l’ideale sarebbe poter disporre del midollo osseo di un consanguineo, fatto che si verifica troppo raramente rispetto al numero di pazienti affetti da gravi malattie ematologiche. Così, per aumentare la probabilità di reperire un donatore compatibile, sono sorti in tutto il mondo dei Registri Nazionali, veri e propri archivi collegati tra di loro nei quali figurano le caratteristiche dei potenziali donatori. Il Registro Italiano Donatori di Midollo Osseo (internazionalmente noto come Italian Bone Marrow Donor Registry o IBMDR) è costituito dall’insieme dei Registri Regionali Il donatore, al momento dell'iscrizione, deve avere un'età preferibilmente compresa tra i 18 e i 35 anni. Il sesso è indifferente. È opportuno che sia sano o comunque non affetto da malattie croniche di qualche importanza ai principali organi o apparati. I suoi requisiti devono rientrare nelle caratteristiche richieste dalla legge trasfusionale italiana (legge 4 maggio 1990, n. 107) e relativi decreti attuativi per la donazione di sangue. Per esempio: la presenza nel sangue dell'antigene di superficie dell'epatite "B" (HBsAg) e quella di anticorpi anti-HIV (indice di infezione da virus responsabile dell'AIDS) controindicano in maniera assoluta la donazione di midollo. Appare ragionevole che gli esami relativi a tali infezioni vengano eseguiti immediatamente prima dell'eventuale preleievo di midollo, potendosi il soggetto infettare nel corso della vita. Se comunque egli è già a conoscenza di una sua situazione in tal senso, non deve presentarsi come candidato alla donazione. Allorchè il candidato donatore soddisfa a tutte le regole del reclutamento viene caratterizzato (tipizzato) per gli antigeni HLA Questo esame, che viene eseguito su una piccola quantità di sangue (circa 10 mL prelevati, anche non a digiuno), è abbastanza complesso e viene eseguito solo da alcuni laboratori specializzati. I suoi dati genetici vengono registrati su un archivio informatico e trasferiti, attraverso il registro regionale, al registro nazionale. Successivamente, se viene riscontrata identità a questo che potremmo definire "primo livello" , con uno qualsiasi dei pazienti in lista di attesa il donatore è richiamato per ulteriori prelievi di sangue, necessari per indagini genetiche più raffinate. E` probabile che durante le fasi successive dell'indagine ("secondo e terzo livello") la compatibilità con il paziente decada e pertanto, il donatore non veda realizzato l'intento espresso all'iscrizione: donare il proprio sangue midollare per salvare una vita. Non importa! I suoi dati genetici (più completi ed approfonditi) non sono perduti. Potrà risultare, in seguito, compatibile per un altro paziente. In qualsiasi momento il donatore ha diritto di ritirare il suo consenso, altrimenti, rimane iscritto sino al compimento del 55° anno di età. Nel momento in cui gli esami di compatibilità donatore-ricevente danno esito positivo inizia l’iter del trapianto di midollo. Il donatore di midollo osseo dovrà assentarsi dal lavoro e dalle sue normali attività complessivamente per non più di una settimana. Il midollo prelevato si ricostituisce da solo in 7-10 giorni, quindi non si vengono a creare condizioni di carenze di alcun tipo. Una settimana prima della data fissata per il prelievo il donatore si sottoporrà al prelievo di una o più unità di sangue, che gli verranno poi infuse in sala operatoria per bilanciare il volume di sangue circolante. Non è necessario assumere farmaci né prima né dopo la donazione. Per quanto riguarda il sangue cordonale invece le coppie potranno dare il proprio assenso alla donazione durante le visite prenatali. In seguito prenderanno parte a un colloquio informativo dove verranno loro illustrate le modalità della donazione e raccolti i dati anamnestici (le informazioni riguardanti i precedenti patologici e fisiologici, personali ed ereditari), fondamentali per stabilire l'idoneità o meno della potenziale donatrice. La futura mamma che desidera donare il sangue presente nel cordone ombelicale al momento del parto non va incontro ad alcun rischio né per sé né per il neonato. Il sangue placentare viene prelevato dal cordone dopo che questo è stato tagliato, senza alcuna conseguenza per il bambino. Alla neo-mamma verrà richiesto un ulteriore esame del sangue dopo sei mesi e un certificato di salute del figlio, dopodiché dal sangue che era stato prelevato e conservato a -190°C potranno essere estratte le cellule staminali emopoietiche che verranno poi infuse nel ricevente.
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